Glossario di Pedagogia Generale

Addestramento. Esercitazione, pratica atta a fornire destrezza, abilità o qualità necessarie a svolgere una determinata mansione.

Affettività. In pedagogia, l’incidenza dell’affettività nei processi di crescita e di maturazione è considerata a partire dall’organizzazione affettiva che connota la relazione madre-bambino, fino al coinvolgimento relazionale su base affettiva allo schiudersi della giovinezza. L’affettività in psicologia designa la sfera dei sentimenti e delle emozioni che interagiscono con la sfera motoria e con quella intellettiva con la sfera motoria e con quella intellettiva da cui si distingue solo astrattamente. La più antica analisi dell’affettività si può fare risalire a Platone, secondo il quale l’affettività è perturbatrice della quiete dell’anima necessaria alla pura intellezione delle idee. Nell’età moderna, con Montaigne e Descartes, prende avvio uno studio sistematico degli affetti che continua fino ai giorni nostri.

Alfabetizzazione culturale. Il concetto di Alfabetizzazione culturale è riferito alla finalità educativa del rendere disponibili ai discenti gli strumenti culturali per acquisire e generare il sapere, cioè per imparare ad apprendere. In quest’ottica l’attenzione si sposta da un sapere strumentale e nozionistico verso la conoscenza delle strutture essenziali di ogni disciplina che, fatte acquisire attraverso appropriate proposte di apprendimento, danno la possibilità ai discenti di strutturare e organizzare nuove conoscenze. In sintesi, l’insieme delle conoscenze recepite all’interno di un preciso contesto educativo. Principalmente nel contesto scolastico.

Alone percettivo. Termine spesso usato in psicologia esso considerato un effetto inconscio che porta alla distorsione della realtà o, comunque, interferisce con un giudizio reale ed obiettivo di essa. Nel caso della valutazione si parla di effetto alone quando, nel dare il giudizio di una prestazione, si è influenzati da fattori ad esso estranei. Ad esempio: L'alunno Bianchi ha prodotto fino ad ora tre prove negative, sicuramente anche questa prova sarà scadente.

Ambiente. In senso generale l’ambiente è il complesso degli elementi costitutivi della realtà nella quale un dato evento si verifica. È l’insieme delle situazioni e delle condizioni fisico-antropiche, culturali, sociali e psicologiche che caratterizzano lo spazio di vita della persona. Nella prospettiva disegnata da K. Lewin, a proposito dello spazio vitale, fra le condizioni da prende­re a riferimento per connotare l'ambiente è utile includere anche la stessa perso­na e la sua storia. Così, se gli elementi fondamentali sono anzitutto spazio e tempo, nella loro combinazione e relazionalità, non si debbono trascurare gli elementi fisici (geografici) e più propriamente umani (ambiente fisico e ambiente sociale) che vanno invece visti nella loro reciproca interrelazione e interdipendenza. Utilizzando un approccio interdisciplinare si possono individuare tre livelli di indagine: anzitutto, l’ambiente è il locus ove si realizza un determinato evento; poi il complesso degli elementi storici (costume e tradizione in particolare) che condiziona o causa determinati fatti (si pensi al classico esempio del delitto d’onore); infine è la circostanza o situazione, più o meno favorevole, nella quale l’atto umano è concretamente inserito. Nella pedagogia contemporanea l’ambiente non è più solo il luogo dell’educazione, ma altresì un fattore essenziale di essa e il concetto di interazione di Dewey è fra i risultati più maturi di tale consapevolezza.

Anomia. In generale, è la condizione caratterizzata dalla totale assenza di norme che disciplinino il comportamento. Dall’anomia si esce accettando la disciplina delle norme esterne (eteronomia) e quindi la regolazione delle regole interne (autonomia). In E. Durkheim, che elabora questo concetto ne La divisione del lavoro sociale (1893) e Il suicidio (1897), anomia sta ad indicare, più che assenza totale di norme, come sembra indicare il significato letterale del termine, piuttosto uno stato di non-integrazione del sistema di funzioni sociali: le norme, cioè, ci sono, ma risultano inadeguate, contraddittorie, non legittimate e in questo modo i bisogni individuali non sono più regolati dalla coscienza collettiva e i desideri aumentano a dismisura mentre la società non è più in grado di rispondevi adeguatamente. Ne Il suicidio Durkheim analizza il concetto di anomia non più inteso come caratteristica dei sistemi sociali ma come stato degli individui: la malattia del sistema diventa cioè una malattia della personalità e l’individuo si trova in balia dei propri desideri illimitati e frustrati, privo di riferimenti normativi chiari, abbandonato a rapporti sociali moralmente insignificanti.

Antinomia. In senso generale la parola ‘antinomia’ indica una difficoltà logica, contraddizione irrisolvibile o comunque una contrapposizione fra concetti che rinviano ad esigenze egualmente importanti anche se a prima vista fra loro incompatibili. Fra le antinomie pedagogiche la più discussa è quella espressa con la coppia ‘autorità-libertà’.

Assioma / Assiomatizzazione. In senso generale assioma indica un principio indimostrabile ma evidente e fondamentale del processo scientifico. Oggi la parola assioma sta ad indicare un fondamento, un punto di partenza, una proposizione che fa da base per un’intera costruzione scientifica. Assiomatizzazione è il processo attraverso il quale una scienza si dà le proprie proposizioni di base.

Attendibilità. Nel suo significato generale l'attendibilità è riferita alla credibilità, alla capacità di essere considerati veritieri. Nel caso del discorso sulla valutazione si fa riferimento all'attendibilità quando parliamo di prove standardizzate ed in questo caso il termine si riferisce precisamente alla coerenza o fedeltà dei risultati ottenuti dallo stesso discente anche quando quest'ultimo viene sottoposto alla stessa prova in occasioni diverse, oppure ad un insieme di prove equivalenti o, ancora, in diverse condizioni di somministrazione.

Attitudini. È quel che viene prima di una capacità, ossia il suo substrato, la potenzialità che la fa essere. Giova tener presente che le possibilità di una persona coprono un ventaglio assai più ampio delle poche capacità che ciascuno riesce ad attivare nel corso dell’esistenza. Per questa ragione la parola attitudine viene riferita a quelle potenzialità che urgono di più, che più sono spinte e che più facilmente possono diventare - una volta sollecitate ed educate - capacità effettive e manife­ste.

Autoeducazione. Processo educativo che indica l’attiva e critica partecipazione dell’educando alla propria formazione.

Autonomia-Eteronomia. Polarità di termini che designano rispettivamente la condizione di chi ha la norma del proprio comportamento in sé (autonomia) o in un altro (eteronomia). Nell’età infantile l’eteronomia rappresenta la normalità, mentre nell’età adulta è il sintomo di una mancata maturazione. Il passaggio dall’autonomia all’eteronomia caratterizza una specifica linea di sviluppo e quindi contrassegna un percorso progressivo, a spirale: la condizione caratterizzata dall’autonomia è tale rispetto alla posizione precedente, ma è ancora da oltrepassare verso più ampi traguardi. Il passaggio dall’eteronomia all’autonomia si pone lungo un percorso che prende avvio dalla condizione di anomia (vd.) e che rappresenta la transizione dal mondo della natura a quello della cultura e quindi a quello del diritto, della coscienza sociale, dell’educazione.

Comportamentismo. Corrente di pensiero e scuola psicologica che fermano la propria attenzione al comportamento osservabile. Si tratta di un orientamento di pensie­ro, che ha trovato il suo massimo esponente in Quentin Skinner, che ha avuto il merito di portare l'analisi psicologica su ciò che è effettivamente osservabile, secondo criteri oggettivi e procedure ripetibili. Il limite del Compor­tamentismo è individuabile nel rinunciare pregiudizialmente a considerare tutto ci che non sia comportamentalmente osservabile o nel ridurre a comportamento osservabile anche ciò che si colloca al di là del comportamento.

Comportamento. Il comportamento può essere inteso come la manifestazione oggettiva ed esterna dell’attività globale degli organismi viventi. Dal punto di vista psicologico è un termine che designa una sintesi di attività osservabili e contrapponibili a quelle introspettive. Dal punto di vista sociologico il comportamento è analizzato nella prospettiva dei ruoli sociali intendendo per ruolo la posizione occupata dagli individui all’interno di un rapporto sociale.

Comportamento, modello di. Si può definire modello di comportamento una serie di singole reazioni o manifestazioni comportamentali che si presentano il più delle volte insieme in una sequenza determinata e formano così un tutto comportamentale complesso. L’espressione viene adoperata quando ci si occupa di più di unità comportamentali ampie che non di singole reazioni isolate.

Comunicazione educativa. Vd. Educativa, comunicazione.

Contesto. È il complesso delle circostanze in cui nasce e si sviluppa un determinato comportamento o evento in genere, considerando l’ambiente fisico e sociale nel quale esso ha luogo, l’immagine che ne hanno i partecipanti, l’identità di questi, l’idea che ciascuno si fa dell’altro, gli avvenimenti che hanno preceduto l’evento e, più ancora, gli scambi comunicativi entro i quali si inserisce il comportamento o l’evento in questione. Nel nostro caso le situazioni si riferiscono essenzialmente al processo educativo in tutti i suoi aspetti.

Criterio / Criteriologia. Nel discorso didattico il criterio è una regola dell’agire. In quanto ‘regola’ rinvia ad un discorso universale e necessario (e quindi ad una rigorosa ricerca scientifica). In quanto regola dell’‘agire’ rinvia all’operare in situazione e quindi a tutto ciò che conferisce concretezza operativa al lavoro didattico. Il criterio si caratterizza così come una regola che, in quanto tale, vale per tutte le situazioni dello stesso tipo e che serve per stabilire che cosa si deve scegliere, che cosa si deve fare, che cosa si deve reputare corretto ecc. La criteriologia è, letteralmente, lo studio dei criteri: la proposta di definire la didattica come criteriologia risale a G. Catalfamo e l’idea è stata successivamente ripresa con accenti diversi. Più propriamente, la criteriologia è un insieme ordinato e coerente di criteri. La didattica viene detta criteriologia nella misura in cui essa non fornisce un elenco di precetti, ma delle regole generali da adoperare per affrontare i casi particolari.

Cultura. L’insieme delle conoscenze, degli stili di vita, delle tradizioni, dei modelli di com­portamento, dei bisogni e delle attese di un gruppo sociale. Della sua radice etimologica, la parola cultura conserva l'idea del compito: “coltivare”, infatti, im­plica lo sforzo e la sollecitudine di chi zappa, semina, raccoglie, ecc. Nella nozione di cultura è, dunque, implicita anche l'idea del divenire della persona e della sua formazione.

Decisori. Coloro che hanno il potere di decidere sulle finalit. Nel caso del sistema scolastico italiano si tratta del Legislatore o comunque di coloro cui spetta la gestione della scuola medesima.

Dipendenza. In psicologia sociale è la condizione dell’individuo che si trova in una situazione di dipendenza economica, emozionale o di altra natura da altri individui. In un senso più stretto essa è riferita alla posizione del bambino nei confronti dei genitori o di chi ne fa le veci. La dipendenza del bambino da una persona con cui è in relazione, in particolare la madre o comunque i genitori, è la premessa necessaria, nel processo di socializzazione, per l’imitazione sociale di vari modelli di comportamento e per l’acquisizione di nome e valori sociali indispensabili all’autonomia del bambino e dell’individuo adulto.

Educativa, comunicazione. È la condizione relazionale nella quale una persona trasmette ad un’altra contenuti di conoscenza, sensazioni, emozioni, sentimenti, percezioni, aventi risonanza educativa. Influiscono sulla comunicazione educativa anche gli elementi di contesto e quindi i dati situazionali, culturale e psicologici che interferiscono con i soggetti coinvolti nella relazione.

Educazione. L’insieme dei processi e degli strumenti attraverso cui una società trasmette il proprio patrimonio di conoscenze, valori, tradizioni e comportamenti da una generazione all’altra. Deriva dal latino educare, del quale vengono indicate due origini e due significati: édere, che significa “alimentarsi”, pone l’accento su un processo biologico che consente la crescita dell’individuo; ex-ducere, che significa “trarre fuori” da una situazione di immaturità che può essere tanto biologica quanto intellettiva. Tanto il primo significato quanto l’altro mettono in evidenza una dimensione fondamentale dell’educazione: quella relazionale che consiste in un insieme di processi che caratterizzano un rapporto interpersonale in cui c’è chi “si alimenta” e chi “alimenta”, chi “trae fuori” e chi “viene tratto fuori” da uno stato di immaturità.

Efficienza. Grado di utilizzazione delle risorse per ottenere un dato risultato.

Empirismo. Una corrente filosofica che nasce nell'antica Grecia e si spinge, con voci diverse, sino ai giorni nostri. L’empirismo classico nasce nel ‘600 con F. Bacon e soprattutto T. Hobbes e J. Locke: ciò che è comune ad ogni empirismo è il rilievo dato all'esperienza che viene assunta come unico riferimento, sino al punto da far credere che la stessa ragione altro non sia che processo di elaborazione dei dati sensibili. L’empirismo esclude o non conferisce speciale importanza all'attività innata del soggetto.

Epifania. Manifestazione, apparizione.

Epistemologia. Dottrina della conoscenza scientifica. Si occupa di stabilire a quali condi­zioni una proposizione si può dire scientifica, quali siano le regole del discorso scientifico e quali i criteri per riconoscere il carattere scientifico di una disciplina.

Epistemologia genetica. È una speciale corrente dell'epistemologia. Viene detta “gene­tica” per due ragioni: perché si fonda sulle dottrine della psicologia genetica (J. Piaget) e perché assume a suo fondamento l'osservazione di J. Piaget secondo il quale la conoscenza scientifica segue un itinerario evolutivo non dissimile da quello dello sviluppo della conoscenza in generale.

Ermeneutica. Termine indicante in origine l’arte e la tecnica di interpretazione dei testi antichi, giuridici, storici o religiosi. Dall’età romantica indica la forma di comprensione filosofica della realtà fondata sull’interpretazione dei significati impliciti in un testo scritto o nel linguaggio. Teoria generale dell’interpretazione, nozione centrale nella filosofia di M. Heidegger, H. G. Gadamerm P. Ricoeur e E. Levinas.

Euristico. Metodo scientifico e, più in generale, di interpretazione atto a favorire la scoperta di nuovi risultati.

Eteroeducazione. Processo educativo che si compie quasi esclusivamente per impulsi provenienti dall’esterno. Sta solitamente ad indicare gli aspetti del processo educativo che dipendono dall’intervento progettuale degli adulti e più in generale dal contesto.

Eteronomia. Vd. Autonomia / Eteronomia.

Fenomenologia. Corrente filosofica nata in Germania nel XX sec. ad opera di E. Husserl. Getta un ponte fra empirismo e razionalismo. Partendo dalla cosa, dal dato di realtà, descrive l'esperienza in termini di intenzionalità, coscienza, intersoggettività. C’è dunque una ineludibile, costante relazione fra soggettività ed oggettività. E' il soggetto che conferisce senso alle cose, sono le cose che offrono un contenuto all'attività del soggetto.

Figura (materna/paterna). È un elaborato psicologico del soggetto; deriva dell'insieme dei “vissuti”, delle impressioni, delle situazioni che egli ha interiorizzato, spesso senza accorgersene, nella sua relazione con l'adulto che ha di fatto svolto la funzione del padre (figura paterna) o della madre (figura materna).

Finalità. In riferimento alle attivit di valutazione le finalità possono essere definite come le intenzioni più generali assegnate al sistema (scuola) che si vuole valutare. Le finalità precedono il momento valutativo e si riferiscono agli aspetti fondativi dell'stituzione scolastica o agli scopi dei processi innovativi che la valutazione intende controllare.

Formalizzazione. È una specifica attività del ricercatore scientifico. Si tratta di riportare entro coordinate di tipo teorico, e quindi in una prospettiva di tipo generale, l’evento, il fenomeno, l’oggetto o il problema in esame. Anzi, ad esser rigorosi, dovremmo dire che prima della formalizzazione non abbiamo neanche un problema, ma al più una difficoltà, un disagio etc.

Formazione. Processo mediante il quale si giunge all’acquisizione di una determinata forma o alla realizzazione completa di un determinato tipo (può essere l’uomo in genere o un tipo specifico di uomo, ad es. un tecnico).

Idealismo. Orientamento filosofico che si può far risalire a Platone e che considera le idee come principio della realtà e della conoscenza. L’idealismo moderno nasce con G W. F. Hegel che pone lo Spirito Assoluto quale principio della realtà che si esplica nella natura, nella storia, nella religione e nella filosofia dove lo Spirito diviene trasparente a se stesso e giunge a perfetta comprensione di sé.

Identità. L’identità è genericamente definibile come l’aspetto centrale della coscienza di sé, rappresentazione e consapevolezza del proprio essere individuale e sociale. L’identità può così definirsi come l’appropriazione e la definizione, da parte del soggetto, delle caratteristiche specifiche della propria personalità e della collocazione del sé in rapporto agli altri nell’ambiente sociale: in sintesi, il sistema di rappresentazioni in base al quale l’individuo sente di esistere come persona, si sente accettato e riconosciuto dagli altri, ovvero dal suo gruppo e dalla sua cultura di appartenenza.

Indicatori. In generale, con questo temne ci riferiamo a ciò che caratterizza un fenomeno. Infatti, con il termine indicatore si intende quell'aspetto o quella qualità del fenomeno che viene assunto come contrassegno del fenomeno medesimo. Nell'ambito del discorso sulla valutazione si parla di indicatori riferendosi a dei veri e propri indici numerici che rappresentano, riassumendoli, dati quantitativi della misura di variabili qualitative e quantitative del sistema e alcune volte anche delle loro relazioni reciproche. Un esempio molto chiaro si ha riferendoci alla struttura della scheda personale dell'alunno o "documento di valutazione" così come veniva presentata dall'OM 236/93: Nel Quadro2 - Rilevazione degli apprendimento - veniva riportato che Al termine di ogni due mesi gli insegnanti esprimono per ciascun apprendimento un giudizio scritto secondo il seguente criterio: ciascuna materia disaggregata in un certo numero di indicatori per un totale di 41; ad esempio, per la lingua italiana gli indicatori sono sei: ascoltare e comprendere, comprendere oralmente in maniera significative e corretta, leggere e comprendere diversi tipi di testo, produrre testi scritti di vario genere, rielaborare testi, riconoscere nel linguaggio orale e scritto strutture morfosintattiche e lessicali.

Innatismo. Si dice di quelle correnti di pensiero per le quali la conoscenza deriva principal­mente dalle strutture che il soggetto possiede sin dalla nascita. Le prime espres­sioni dell'innatismo risalgono alla filosofia greca; le più recenti all'idealismo Hegeliano e post-hegeliano.

Integralità. L’idea di integralità rinvia all’idea fondamentale di uomo nella sua interezza, che implica una valorizzazione di tutte quante le sue risorse, che dovrebbe essere l’obbiettivo fondamentale dell’educazione. L’idea di integralità, in un certo senso, è il contrario di quella idea distopica di uomo a una sola dimensione che - invece - tende a limitare lo sviluppo delle facoltà e delle risorse potenziando solo quelle che sono funzionali alla società e rifiutando una visione onnilaterale dell’uomo.

Interazionalismo. Teoria psicologica che pone in rilievo lo stretto ed indissolubile legame che tiene insieme il soggetto e l'oggetto, l'innato e l'acquisito, l'attività propria della persona e le sollecitazioni che ad essa giungono dall'ambiente (vd. anche Transazionalismo).

Iperuranio. Nel Fedro di Platone indica una regione posta oltre il mondo fisico, sovraceleste, dove si trovano le idee delle cose. Viene spesso adoperato per indicare un mondo virtuale inaccessibile o del tutto ipotetico.

Liberazione. Conseguimento della libertà, riscatto.

Libertà. Stato di chi è libero, condizioni in cui un soggetto può operare scegliendo in maniera autonoma e con piena consapevolezza i fini e i mezzi.

Mediazione. In questo ambito la mediazione è riferita al particolare ruolo dell’educatore nei confronti del discente. L’educatore, infatti, attraverso l’azione didattica rende fruibili e comprensibili al discente i vari significati della realtà. In senso figurato possiamo immaginare la mediazione dell’educatore come il lavoro di un traduttore che filtra e traduce, con un linguaggio idoneo a chi l’ascolta, i complessi linguaggi del mondo conoscitivo, i vari codici che si esprimono nella cultura contemporanea con l’obiettivo di rendere disponibile all’educando gli strumenti idonei per affrontare la realtà.

Medium tecnologici. Sono da intendersi con questi termini gli strumenti tecnologici usati nella didattica. Dalla lavagna luminosa al computer tali supporti strumentali sono scelti in base alle necessità didattiche. I medium tecnologici non si identificano con le tecnologie didattiche che, invece, comprendono non solo gli strumenti ma anche le metodologie di insegnamento basate sulle nuove tecnologie.

Metafora. Di per sé la metafora è una figura retorica, vicina alla similitudine, ma assai più ricca. Nella similitudine il costrutto è di tipo discorsivo (ad esempio: la cosa A possiede la caratteristica B che è del tutto simile alla caratteristica C della cosa D). il costrutto della metafora è più essenziale e si affida all’intuizione (ad esempio la cosa A è come la cosa D). Questa condensazione fornisce alla metafora un potere connotativo molto più grande di quello che può essere della similitudine o da una serie concatenata di similitudini. Se si dice ‘lo zoccolo duro del capitalismo occidentale’ o se si dice ‘il treno della didattica’ si evocano, non una, ma molte questioni e si lascia che il pensiero intuitivamente riempia di connotazioni proprie quanto la metafora rievoca. Questo suo speciale potere ha indotto a riconoscere una forza conoscitiva alla metafora che viene oggi adoperata con molta produttività nel discorso scientifico.

Misurazione. Procedirnento attraverso il quale una proprietà viene confrontata con un'unità di misura arbitraria convenzionale. Il procedimento di misurazione richiede che si stabilisca previamente l'unità di misura, e il metro entro cui collocare le diverse misure, stando attenti a garantire che in ogni metro la distanza che separa un'unità di misura dalla precedente perfettamente uguale alla distanza che separa ciascuna unità dalla seguente.

Moduli. Una parte di un programma o una parte di un discorso didattico. Si parla di moduli, per indicare una struttura complessiva che proceda per unità di per sé significative. Un capitolo di un libro potrebbe non essere un modulo, perché potrebbe trovare completamento nel capitolo successivo. Alla stessa maniera alcune lezioni di una certa disciplina costituiscono un modulo se hanno una loro unità, così un insieme di discipline costituiscono modulo se trovano fra loro una qualche linea di raccordo.

Monitoraggio. Letteralmente significa controllare mediante l'osservazione l'andamento di una certa situazione che cambia nel tempo. Nell'ambito della valutazione educativa, spesso si parla di monitoraggio ma la più importante differenza fra monitoraggio e valutazione è data dal fatto che il monitoraggio comporta una raccolta sistematica e continua delle informazioni necessarie ai Decisori per promuovere il mutamento del sistema di riferimento. I dati raccolti dal sistema di monitoraggio riguardano sia gli imput (risorse impiegate e costi sostenuti) che gli output (dati di "attività" e/o di "efficacia" rispetto ad un dato obiettivo) che analizzi in modo regolare e sistematico: Confrontando misure di output e misure di input si possono anche ricavare indicatori di efficienza e di efficacia.

Normatività. È la regola dettata da una proposizione scientifica, il superamento della contingenza propria del singolo fatto.

Oggetto / Oggetto formale / Oggetto materiale. In epistemologia l’oggetto indica il contenuto di un sapere specifico. Sotto questo profilo l’oggetto della pedagogia può essere indicato come “l’uomo in quanto educabile”. Si distingua: l’oggetto materiale (l’uomo) dall’oggetto formale (in quanto educabile). Si può allora dire che un medesimo oggetto materiale (ad esempio l’uomo) può essere oggetto di più scienze (la pedagogia, la psicologia, l’economia, la politica, etc.) a ciascuna delle quali va assegnato uno specifico oggetto formale, ossia una specifica prospettiva di studio, e quindi contenuti di indagine altrettanto specifici.

Omologazione. È il processo che conduce a realizzare prodotti o comportamenti analoghi fra loro. Dal punto di vista psicologico, l’omologazione induce forme di stereotipia, ossia atteggiamenti, pensieri, comportamenti pressochè eguali. L’omologazione culturale costituisce perciò una condizione di perdita dell’originalità e della specificità.

Parenetico, discorso. La parenetica era una parte della morale dove si trovavano precetti pratici da adoperare nelle diverse circostanze della vita. Parenetico sta dunque a significare precettistico. Discorso parenetico significa un discorso che fornisce precetti o anche soltanto esortazioni.

Pedagogia. Disciplina che si interessa dei problemi teorici e metodologici relativi all’educazione, scienza dei processi educativi. La radice richiama pàis-pàidos (s. m. greco) “fanciullo”, ago-aghein (v. greco) “condurre”, “guidare” e la desinenza aggiunge il riferimento al discutere, al “ragionare”.

Pedagogia mesologica. Etimologicamente il termine sta a segnalare lo studio di ciò che è nel mezzo. Nel caso specifico si indica lo studio dell’ambiente in cui si sviluppa l’educazione.

Percorsi O Vincoli. La natura istituzionale della scuola, il suo essere servizio pubblico (anche quando si tratta di scuola privata il servizio è sempre destinato al pubblico) determina una serie di vincoli che riguardano sia le strutture, che l'identità, che i processi che vi si mettono in atto. Tali vincoli determiano anche alcune "riserve" organizzative, ossia alcune relazioni possibili ed altre interdette. Di questo si deve, evidentemente, tener conto nella valutazione, ad esempio, del rapporto "costo-benefici".

Personalità magistrale. È riferita all’educatore: riguarda l’insieme delle strategie didattiche criticamente assunte che l’educatore attua in un suo originale modo di relazionarsi e di interagire con l’educando.

Poiesi. In senso generale: il produrre (si pensi a parole di uso corrente quali ‘emopoietico’, ossia che produce sangue, ma anche a ‘poesia’ che è una produzione artistica). In pedagogia si usa l’aggettivo come espressione qualificativa del discorso pedagogico. Sapere poietico è un sapere che si incentra su ciò che è possibile e non su ciò che è necessitato. Una volta si diceva “recta ratio factibilium”, un sapere che produce i criteri di ciò che è giusto ed è possibile fare. Per questo la pedagogia vien detta scienza poietica.

Positivismo. Indirizzo filosofico del XIX secolo che trova il suo iniziatore e fondatore in A. Comte e raggiunge la massima espansione nella seconda metà del secolo. Comte intendeva estendere il metodo delle scienze positive a tutti i settori dell’attività umana. Sorto in contrapposizione all’idealismo e alle altre forme del pensiero romantico marcatamente anti-scientifiche e in continuazione con l’Illuminismo più maturo, il Positivismo si faceva promotore di un programma di ricerca che si proponeva di individuare i fondamenti di ogni conoscenza nei dati dell’esperienza sensibile analizzabili scientificamente, rifiutando ogni posizione metafisica.

Posizione. Nel linguaggio comune sta ad indicare la relazione entro cui si pone la persona; es. posizione sociale, per riferirsi al ceto, alla condizione socio-econonca, ecc. Nel linguaggio scientifico, soprattutto in quello di derivazione sociologica, il ternne posizione indica l'insieme di status e di ruolo e quindi l'insieme delle prestazioni che ci si attende da una persona e quelle che essa offre in dipendenza della collocazione che ha all'interno di un certo sistema sociale.

Potenziale umano/potenziale educativo. In senso generale è ciò che dispone della possibilità di realizzarsi. Il potenziale umano è dato dall’insieme delle risorse della persona che formano, nel complesso, le opportunità virtuali e che, seguendo un preciso percorso formativo, diventano effettive divenendo potenziale educativo.

Potenzialità. Nel linguaggio della filosofia classica di derivazione aristotelica, la “potenza” è una energia possibile, ma non ancora manifesta. Ad esempio, il seme ha la possibilità di diventare albero, può dunque esser detto albero potenziale. Ancor di più il bambino ha la possibilità di diventare uomo e può quindi essere detto uomo in potenza In sede psicologica e pedagogica, la parola potenzialità si riferisce all’insieme delle risor­se del soggetto che l'educazione può mettere a sua disposizione. Si tratta di possibilità che vengono alla luce o giungono a piena maturazione o forniscono il meglio dei loro frutti, soltanto in quanto c’è l'intervento positivo e costruttivo dell'educazione.

Prassi. In linea generale indica l’attività pratica.

Processo. In ambito valutativo il processo può essere considerato come l'insieme dei diversi elementi del percorso che hanno portato ad una certa prestazione, ad un dato prodotto.

Prodotto. È la singola prova.

Proposizione pedagogica. A differenza di quella scientifica che è regola di accadimento, la proposizione pedagogica riguarda il dominio del possibile, norma.

Prova Didattica. In generale, tra i tanti significati, la prova può essere considerata anche come l'atto, la procedura attraverso la quale si dimostra una conoscenza o una capacità acquisita. La prova didattica, in particolare, rappresenta il prodotto, un compito eseguito, ad esempio una prova scritta o un problema risolto, l'esito di una interrogazione. Il prodotto, tuttavia, deve essere distinto dalla prestazione che, invece, rappresenta la modalità dell'esecuzione. Ad esempio due allievi possono giungere 'alla stessa conclusione esatta di un problema ma seguendo due modalità differenti, magari l'uno ricorrendo all'aiuto dell'insegnante e l'altro cavandosela da solo o chiedendo suggerirnenti ai compagni. È importante fare la distinzione tra prestazione e prodotto nel momento in cui parliamo della valutazione dei processi per cui valutare la singola prova rientra in un discorso più complessivo che include un giudizio dell'intero processo di prestazione/prodotto.

Rapporto. Indica gli aspetti strumentali della relazione. È incentrato sulle prestazioni, piuttosto che sulle identità dei due termini che si pongono in dialogo fra loro.

Razionalismo. Atteggiamento o corrente filosofica, che trova la sua più compiuta elaborazione ed origine nella modernità nella filosofia di R. Descartes, B. Spinoza e G. W. Leibniz e che è ancora strettamente collegata alle ultime forme dell'idealismo moderno. Il razionalismo tende a concludere il profilo dell'uomo all'in­terno delle sue dotazioni razionali. Si dice anche di quelle posizioni teoriche o pratiche che privilegiano a tal punto l'attenzione verso la ragione da mettere in secondo piano (e magari ignorare) le altre manifestazioni della psiche umana.

Reattivo. Qualsiasi strumento che permette di fornire uno stimolo per ottenere una risposta attesa. I testi sono dei reattiva. I reattivi di profitto servono a misurare il profitto degli allievi per una certa parte del programma.

Reattivi di profitto / Schede di valutazione oggettiva. Se in generale il reattivo è uno stimolo standardizzato capace di produrre risposte prevedibili ed associabili a certi determinati significati o punteggi predefiniti, il reattivo di profitto è uno strumento anch'esso standardizzato, capace di registrare risposte associabili a punteggi, così da consentirci di misurare il profitto e quindi il livello di conoscenze relative a certi ambiti culturali, ovvero il profitto conseguito a seguito di certi apprendimenti. Nella sua forma fenomenica il reattivo si presenta come un questionario o come un insieme di domande cui fanno seguito risposte fra le quali occorre scegliere le risposte giuste. Attenzione: gli esercizi riportati nelle pagine precedenti non sono dei reattivi di profitto perché non sono mai stati standardizzati.

Relazione. Lo scambio comunicativo fra due “soggetti”. È incentrata su elementi di efficacia e quindi sulla valorizzazione della persona e della sua identità.

Rinforzo. È da considerarsi rinforzo ogni stimolo o comportamento o situazione che possa valere come ricompensa per un comportamento reso. Può agire come rinforzo anche soltanto un cenno di consenso da parte dell'insegnante. Si dice rinforzo perché - come si è dimostrato più volte in sede sperimentale - agisce come ulteriore conferma dell'apprendimento. In verità la letteratura scientifica distingue il rinforzo positivo da quello negativo, nel senso che a volte il comportamento che fa seguito all'apprendiinento "rinforza" l'apprendimento medesimo mentre altre volte (rinforzo negativo) concorre a renderlo più labile.

Scala. Si tratta di uno strumento che permette di ordinare elementi, fenomeni o qualità secondo una graduatoria. In altri termini, vengono assegnati dei valori ad una proprietà continua della quale manca l'unità di misura.

Scienze ancillari. Nello schema classico ciascuna scienza è come circondata da altre scienze vicine che le porgono contenuti conoscitivi già formalizzati. Queste scienze venivano dette ancillari, nel senso che apparivano come delle ancelle rispetto alla scienza di cui si stava argomentando. Si è poi dovuto prendere atto che bastava spostarsi da una scienza ad un’altra per scoprire che quella che un momento fa era la scienza principale diventava a sua volta scienza ancillare. Oggi si preferisce evitare questo tipo di discorso che rischia di falsare i rapporti di scambio che si pongono fra scienze contigue.

Sistema. Le diverse parti di una unità complessa e lo stretto legame che le tiene insieme e le unifica.

Sistematicità. Che si riferisce a un sistema, che costituisce un sistema.

Sistemicità. Proprio di un sistema, che interessa un sistema.

Sistemici, nuclei. Enti Educativi Speciali (famiglia e scuola) entro cui transitano soggetti titolari di un compito educativo.

Stereotipia. Si dice di ciò che si presenta con caratteri eguali, fermi, immutevoli. La stereotipia comportamentale è un connotato di persona che tende ad assumere gesti e comportamenti sempre uguali, monotoni.

Standardizzazione. Può avere diversi significati. In questo contesto si usa il termine standardizzazione in senso statistico; esso designa l'esito di un procedimento matematico che permette di rapportare una situazione ad una condizione media normale. Nel caso di strumenti di analisi, la standardizzazione permette di essere certi che le misure ottenute sono coincidenti con quelle che si sarebbero ottenute in altri contesti a parità di condizioni. La parola standardizzazione viene usata anche come sinonirno di omologazione. Anche in questo caso si tratta di accertare la corrispondenza di una situazione (es. le risposte possibili ad un certo reattivo) ad un modello predefinito. Da quest'ultirno significato deriva un uso linguistico che inquadra la parola in un alone negativo: dire, ad esempio, che si propone una "cena standard" significa ipotizzare una proposta consueta, monotona. Allo stesso modo si dice che "la comunicazione mass mediale standardizza il costume" ossia lo rende omologo, senza differenziazioni, senza concessioni alla creatività, persino banale.

Teleonomia / Teleologia / Teleonomica. Sono espressioni che si adoperano quando si fa riferimento ai fini. Teleologia è una parte della filosofia naturale che studia i fini delle cose. Teleonomia è la condizione del riferirsi al fine delle cose. Teleonomica è la qualificazione di un discorso che prende in considerazione o si riferisce ai fini.

Transazionalismo. J. Piaget chiamava transazioni l'insieme degli scambi costruttivi con i quali il soggetto, ponendosi in relazione con le cose, costruisce la propria identità e definisce l'ambiente al quale si rapporta. Il transazionalismo segna dunque un superamento dell'antica contrapposizione fra soggetto ed oggetto. Vicino alla posizione di J. Piaget quella dell'ultimo Dewey e, per altri versi, quella della psicologia della forma. Molto vicina pure la fenomenologia e l'esistenzialismo tedesco.

Valutativa, efficacia. L'efficacia è generalmente da riferirsi al grado di conseguimento degli obiettivi. In questo contesto l'efficacia valutativa si riferisce a quanto, effettivamente, l'operazione di valutazione risponde e coincide con gli obiettivi che si erano prefissati di ottenere attraverso essa.

Valutazione. In genere si riferisce alla determinazione di un valore ai fini di un giudizio ultimo, di una decisione o comparazione con altre grandezze. La valutazione è oggetto di studio della Docimologia che studia, scientificamente i criteri in base ai quali attribuire valori a ciò che il discente ha appreso e studiato, tenendo presenti anche i fattori soggettivi. Lo scopo ultimo di questa scienza è quello di elaborare metodi di valutazione sempre più efficaci.

Vocazione. Nel linguaggio comune indica un forte desiderio di dedicarsi a compiti o funzioni ben precise. Viene adoperato anche per indicare una forte esposizione a determinati obiettivi (ad es.: città a vocazione turistica). Di per sé la parola vocazione indica una “chiamata” e, quindi, la risposta ad una sollecitazione che viene tanto apprezzata da determinare un desiderio. Il desiderio è quindi un elemento successivo alla sollecitazione esterna. Nella vocazione educativa, è l’educatore che porge il primo imput, al quale poi l’educando risponde.

Weltanschauung. È un termine derivato dalla filosofia tedesca e diventato ormai di uso comune. Sta ad indicare una specifica visione del mondo, ossia una concezione che serve ad inquadrare l’insieme delle domande fondamentali dell’uomo (che è l’uomo? Oppure che cosa è? Da dove viene? Qual è il suo destino? Etc.). In italiano si può tradurre con l’espressione “visione del mondo”.


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